Si stava meglio quando si stava peggio / Crisi, Tremonti, Filosofia

Gli economisti, quelli liberisti in particolare, nostrani o non, hanno poco da dire in quanto hanno peccato e nel merito e sul fondo del problema; più grave sono stati incapaci di qualsiasi analisi ex ante. Certamente, comunque, non dotati di solida cultura filosofica.I grandi della scuola viennese, innanzi tutto profondi filosofi, da Menger in poi, avrebbero anticipato il problema così come Tremonti, fornito di solide basi filosofiche e non solo.Partendo dalla “controversia sui possibili” tra Diodoro e Crisippo, il nostro ministro si è schierato, ed a ragione, dalla parte di Crisippo.Ricordo la tesi del primo: ”Solo cio` che diventa reale è stato possibile; e tutto cio` che è reale è anche necessario”.Il secondo diceva: “Molto è il possibile che non diventa mai reale, giacchè solo il necessario diventa reale”.Molte sono le critiche nei riguardi di A.Grenspan che non ha visto, nella sua conduzione, i limiti del necessario. Anche nella semplice politica dei mutui.Tremonti, ha visto, e per primo, le premesse. Il sillogismo era lì. Era stata creata la possibilità. Analisi sillogística perfetta.Tutti i mutui possono essere non pagati.Posso non pagare il mutuo.La mia casa non vale niente. Conclusione un po’ forte, ma i fatti non si discostano.Alle analisi Tremontiane mi piace accostare la spiegazione di Schopenhauer, forte, come il dire del ministro: “Sempre la premessa maggiore carica il cannone: ma solo quando la minore accosta la miccia, segue lo scoppio, la conclusione.”Ed il BOTTO si sente.